Oculus (2014)

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La famiglia Russell è stata colpita da una terribile tragedia che ha segnato per sempre la vita dei fratelli Tim e Kaylie. Dieci anni dopo, Tim, che era stato accusato del brutale assassinio di entrambi i genitori, lascia il carcere con l’unico desiderio di lasciarsi tutto alle spalle e ricominciare. La sorella Kaylie invece, ancora ossessionata da quella fatidica notte, è fortemente convinta che la morte dei suoi genitori sia stata causata da qualcos’altro. Secondo la ragazza, una forza maligna risiederebbe in un antico specchio che si trovava nella casa di famiglia. Kaylie, determinata a provare l’innocenza del fratello, rintraccia lo specchio e scopre che nel corso dei secoli i diversi proprietari dell’oggetto sono stati tutti vittime di morti violente simili a quella dei suoi genitori. Ora che lo specchio è di nuovo nelle loro mani, Tim e Kaylie sono decisi a scoprire la verità, ma si renderanno conto troppo tardi che l’incubo della loro infanzia è tornato…

  • REGIA: Mike Flanagan
  • SCENEGGIATURA: Mike Flanagan, Jeff Howard
  • ATTORI: Karen Gilliam, Brenton Thwaites, Katee Sackhoff, James Lafferty, Rory Cochrane, Annalise Basso, Garrett Ryan, Miguel Sandoval

Il cinema dell’ orrore è in declino come la fantascienza, ormai esistono ibridi che servono a catturare gli spettatori più giovani ma di cui poi non resterà traccia. Oculus è sullo stesso genere, diciamo che è un abbozzo che potenzialmente poteva diventare qualcosa di più, l’idea non è affatto male anzi la ricostruzione storica e psicologica , in cui si cerca di razionalizzare l’inspiegabile è decisamente interessante. Peccato che poi tutto venga stemperato con i soliti giochi di luce, figure in ombra e cosi via, rendendo tutto scontato e ovvio.

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Questo non vuole essere un modo per allontanare il possibile spettatore, perché tutto sommato ci si diverte, i pregi e il rigore scientifico con cui la protagonista si muove, rendono anche lo spettatore più annoiato e scettico, a suo agio salvo poi centellinare dubbi e incertezze (la scena della lampadina) cosi da far crescere la tensione, indubbiamente i presupposti per un ottimo film c’erano tutti, ci vuole una sceneggiatura più solida sopratutto alla fine, dove purtroppo crolla.

Nel peggio  è il meno peggio, buona visione.

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