Andromeda (The Andromeda strain – 1971)

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Un satellite artificiale precipita in un piccolo paese del Nuovo Messico provocando una misteriosa epidemia che uccide tutti gli abitanti, a eccezione di un vecchio e di un bambino. Il governo americano invia immediatamente sul posto quattro scienziati, i quali, dopo aver recuperata la capsula spaziale, si rinchiudono, insieme con i due superstiti, in un isolato laboratorio perfettamente sterile. Il laboratorio è dotato di tutti gli strumenti scientifici per combattere le contaminazioni provenienti dallo spazio ed è fornito di un congegno autodistruttivo automatico nel caso la contaminazione minacciasse di estendersi all’esterno.

    • REGIA: Robert Wise
    • SCENEGGIATURA: Nelson Gidding
    • ATTORI: Arthur Hill, David Wayne, James Olson, Kate Reid, Paula Kelly, George Mitchell, Ramon Bieri, Kermit Murdock, Richard O’Brien, Peter Hobbs, Carl Reindel,Frances Reid, Eric Christmas, Ken Swofford

Ho voluto rivedere un vecchio capolavoro del cinema di fantascienza perché in questa improvvisa estate ci sta decisamente bene.

Siamo nei primi anni 70 è il secondo ciclo cinematografico dedicato agli alieni (il primo risale agli anni 50 con la paura dei rossi), si parla di alieni buoni e qualcuno cattivo, si parla di navi spaziali e il mondo tra una crisi e l’altra sembra voler diventare più “libero”. Il Vietnam è una questione calda e presente, le strade sono affollate e il governo sembra più cattivo del solito.

Un giovane scrittore di scienza futuristica di nome Michael Crichton racconta una storia che sembra fantascienza ma è molto plausibile. Un registra geniale (che ha la faccia da vecchio nonno ma al suo attivo ha dei classici della fantascienza come Ultimatum alla terra e che darà il via alla saga cinematografica di Star Trek) si mette alla regia, e ne nasce Andromeda.

Un film di scienza futuristica e ripeto questo termine non a caso, se parliamo di fantascienza possiamo immaginare qualcosa che partendo da una base scientifica sviluppi degli elementi fantastici e forse futuribili (se pensiamo a Star trek ne abbiamo un ampio esempio) , mentre scienza futuristica è qualcosa di diverso, è come trovarsi a sbirciare dal buco della serratura del futuro, con tutto quello che già c’è e combinandolo in modo diverso.

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Il film segue proprio questo processo, si parte da un avvenimento possibile e probabile, un “qualcosa” che viene portato a terra da un satellite e che è estremamente contagioso salvo per alcuni individui, una struttura e degli scienziati che ci lavorano che cercano di capire prima che si diffonda come funzioni e come lo si possa neutralizzare. Come vedete non c’è fantascienza c’è la normale profilassi quando ci si trova di fronte a delle pandemie ma a questo si aggiunge una rigorosa ricostruzione scientifica (tipica di Crichton che era anche uno scienziato) senza voler eccessivamente drammatizzare i personaggi, si punta a raccontare un avvincente storia senza eroi o grandi sentimenti, insomma è la storia a essere protagonista.

Classico del cinema, tratto da un altro classico della letteratura science-drama , alla regia un mito del cinema. Non resta che vederlo , perché è una goduria e perché l’estate è la stagione dove si guarda il cielo in cerca di altro.

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