Il giglio nero (The Bad Seed – 1956)

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Christine Penmark accompagna Rhoda, la sua figlioletta di otto anni, a scuola dove ha luogo un picnic. Più tardi, mentre Christine, ritornata nella sua abitazione, s’intrattiene con alcuni amici, la radio annuncia che durante il picnic, uno dei piccoli allievi è caduto nel lago trovandovi la morte. Si tratta di Claude Daigle, un compagno di Rhoda, contro il quale la fanciulla nutriva un vivo risentimento perchè aveva ottenuto una medaglia ambita da Rhoda. Sulla fronte e sulle mani del piccolo annegato si sono riscontrate delle ferite. La medaglia che il bimbo portava appuntata sul vestito è sparita, ma Christine la trova nel cassetto di Rhoda e interroga in proposito la bambina, che le racconta delle menzogne.

    • REGIA: Mervyn LeRoy
    • SCENEGGIATURA: John Lee Mahin
    • ATTORI: Nancy Kelly, Patricia McCormack, Henry Jones, Eileen Heckart, Evelyn Varden, William Hopper,Paul Fix, Jesse White, Gage Clarke, Joan Croydon,Frank Cady3

Il male può essere autogenerato?

O è un effetto dell’ambiente sociale?

Su questo si basa questo splendido film , ci pone in un contesto di america buonista e moralista, le donne hanno i capelli cotonati e le gonne gonfie, gli uomini sono seri, sempre in giacca e fumano la pipa e quelli che non sono cosi sono dei poveri derelitti. Le bambine sono bionde e con le treccine, insomma tutto è buono tutto è giusto, e quello che non lo è vuol dire che è cattivo e sbagliato. Ma è davvero cosi?

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Il film propone una tesi davvero interessante e quanto meno innovativa visto il periodo, percui un dolce bambina abbia atteggiamenti criminali e mostruosi riuscendo prima a ingannare tutti e infine a inorridire la madre, ma, e qui ritorna il pensiero buonista non può ingannare Dio che alla fine si “vendica” (finale riveduto e corretto per la censura dell’epoca). In un mondo tutto femminile dove gli uomini sono quasi assenti o sembrano dei manichini da vetrina, l’unico uomo presente sulla scena è “sbagliato” e quindi riesce a capire fino in fondo quel mostro dalle treccine bionde che gira per casa.

Il film è una bomba, presenta dei temi e delle scene impensabili per l’epoca e di sicuro effetto anche oggi, grandissima l’interpretazione di Patty McCormack giovanissima e con la capacità di trasmettere qualcosa di morboso e indimenticabile , più teatrale quella di Nancy Kelly.

Ottimo il finale del film con una vena di umorismo come a voler scaricare la tensione.

Capolavoro.

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