Diario di un ladro (Pickpocket – 1959)

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Michel, è orgogliosamente convinto di essere al di sopra della giustizia e del resto dell’umanità. Diventa borsaiolo di professione e insieme a due complici frequenta luoghi affollati, come l’ippodromo e la stazione, dove compie i furti.

  • REGIA: Robert Bresson
  • SCENEGGIATURA: Robert Bresson
  • ATTORI: Martin Lasalle, Marika Green, Pierre Leymarie,Jean Pélégri, Dolly Scal, Kassagi, Pierre Étaix, César Gattegno

Diversi mesi fa seguivo un corso di cinematografia, tra i vari aspetti trattati c’era quello del cinema francese , argomento vastissimo ma tra i tanti titoli rimasti in mente mi colpi questa specie di noir, che non è propriamente tale anche se superficialmente ne ha gli elementi, siamo a Parigi intorno agli anni 60 un ragazzo che vive solo impara il mestiere del borseggiatore, diventando abile, la sua vita si incrocia con quella di una ragazza altrettanto sfortunata che però decide di vivere onestamente.

Tra discorsi filosofici sull’eticità del furto e tecniche di borseggio (ampiamente illustrate) si ha l’impressione di vivere una realtà ovattata fatta di sguardi vacui e assenza di sorrisi. Tutti cercano qualcosa che in definitiva è una forma di felicità e ognuno lo fa a modo suo pagando a volte il prezzo più alto cosa che alla fine succede, chiudendo la storia.

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Film interessante e di varie interpretazioni, non viene facile simpatizzare per qualcuno in particolare, proprio perché si vive questo senso di estraneità, cosa fondamentale che va notata sono i dialoghi o meglio l’assenza di questi visto che spesso è la voce fuori campo del protagonista che ci guida nelle scene, film falsamente facile che però funzionerà da stimolo per molti registi negli anni a seguire. Infatti grazie a questo modo fare cinema si introdurrà un discorso che verrà proseguito nei due decenni successivi, l’introspezione dell’individuo nella società e l’estraneità , se negli anni 50 tutto era ben stabilito e si sapeva cosa era buono e cosa era cattivo, dopo sarà rimesso tutto in discussione creando un cinema che poi ci regalerà dei capolavori e la nascita degli antieroi. 

Grande cinema come solo i francesi (a volte) sanno fare.

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