Era di venerdì 17 (Sous le ciel de Provence – 1956)

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Paolo, uomo di mezza età, sposato con due bambini, viaggiatore di commercio, durante uno dei suoi giri professionali, fa la conoscenza di Maria, una ragazza che sembra rattristata da qualche sua pena segreta. Lei sta tornando a casa dei suoi genitori, dopo avere vissuto per un periodo in città, e prima di salutare Paolo gli racconta la sua storia. Il suo innamorato si è dileguato non appena gli ha annunciato di attendere un bimbo e lei teme che suo padre, molto all’antica, non la accolga più in casa. Per questo, visto l’atteggiamento comprensivo di Paolo, Maria chiede a Paolo di accompagnarla a casa spacciandosi per suo marito solo per poche ore, poi potrà ripartire e non tornare più. Paolo dapprima rifiuta, poi, impietosito, accetta l’insolita proposta.

  • REGIA: Mario Soldati
  • SCENEGGIATURA: Marc-Gilbert Sauvajon, Aldo De Benedetti
  • ATTORI: Fernandel , Giulia Rubini, Alberto Sordi, Tina Pica, Fosco Giachetti, Leda Gloria, Renato Salvatori,Andrex , Henri Arius, Raymone , Suzette Maïs, Jean Brochard, Charles Dechamps, Roland Armontel, Dany Carron, Georges Cusin, Fabienne Clery, Jane Mars,Manuel Gary, Martial Rebe, Max Mouron

Remake di “Quattro passi tra le nuvole” di Blasetti , stavolta affidato a Mario Soldati che è stato uno dei grandi registi italiani e su questo si può discutere poco, ma l’attenzione la possiamo focalizzare al periodo (metà cinquanta) quando si facevano le produzioni italo-francesi, bei film (non capolavori ma di qualità) grandi attori e trame piacevoli e cortesi (cortese è un termine molto potente, un film cortese non è bigotto e non è noioso, racconta una storia senza dover essere estremo o voler dare un giudizio di qualche genere).

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Il film è proprio questo, un film cortese con un grandissimo attore Fernandel splendidamente francese e in forma, che si ritrova suo malgrado invischiato in una questo di famiglia e di moralità. Il film è modernissimo a dispetto dell’apparenza e ci permette oltre che di godere dei bellissimi paesaggi della provenza anche della bravura attoriale di Fernandel, Alberto Sordi e Tina Pica. Questi ultimi due in piccole comparsate che però rendono il tutto estremamente godibile, un gioiello da riscoprire trattato male dalla critica in quanto “remake” ma che vale la visione solo per i grandi attori presenti oltre a essere un film (come già detto) piacevole.

Gli americani riscopriranno “Quattro passi tra le nuvole” nel ’95 producendo “Il profumo del mosto selvatico”

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