Fratelli nella notte (Uncommon Valor – 1983)

1

Frank, figlio del colonnello Rhodes, non è tornato dal Vietnam; come tanti suoi commilitoni è rimasto prigioniero dei vietcong, e a dieci anni dalla fine della guerra ancora non è stato restituito. Stanco di aspettare le promesse dei politici, Rhodes, che ha scoperto l’esistenza di un campo di prigionia con detenuti americani nel Laos, organizza una spedizione di commandos per andare a liberarlo, finanziato da un miliardario il cui figlio ha subito la stessa sorte di Frank ed osteggiato in tutti i modi dalla CIA, che disapprova tale iniziativa. Radunati gli ex-commilitoni del figlio (alcuni ancora sbandati nella loro difficile America del dopo-Vietnam, altri invece socialmente inseriti ma disposti ad accettare il rischio per spirito di corpo), Rhodes addestra i sei uomini su una ricostruzione del campo.

La guerra del Vietnam, come tutte le guerre, è stata oggetto di tantissimi film, di solito la frequenza sullo schermo di questi film tende a scemare con gli anni, dopo 10 o 15 anni se l’argomento viene ripreso è per raccontare la singola storia o per una spettacolarizzazione. Ma negli anni successivi al conflitto, invece, si tende a spingere più sull’aspetto sociale e sugli effetti che quella guerra ha causato sul singolo o sulla massa. Ora va ricordato che la guerra del Vietnam è finita nel 1975 , quindi questo film si impronta su un argomento molto vivo, ovvero i prigionieri di guerra che per anni sono rimasti imprigionati in Vietnam e solo “grazie” alle relazioni diplomatiche, liberati. Quando però la diplomazia fallisce allora nasce una missione come quella che vede protagonista un maturo Gene Hackman alla ricerca di suo figlio.

2

Film senza fronzoli, asciutto, sintetico non ci sono addolcimenti di alcun tipo (senza dubbio la tematica non poteva in qualche modo alimentarli) , si respira a pieno la guerra fredda e il senso di sconfitta (la prima volta) del soldato (e popolo) americano sul campo di battaglia. Tutto questo sapientemente diretto da Ted Kotcheff che ricordiamo come il regista del primo “Rambo” (giusto un anno prima), quindi riprende un po di quello già raccontato precedentemente e in maniera meno spettacolarizzata (ma con le esplosioni si continua divertire), il dramma di chi è ritornato ma che in realtà non ha mai lasciato quelle terre. Oltre a Hackman (bravo ma credo che abbia fatto più da richiamo per gli spettatori) , abbiamo un giovane Patrick Swayze , al suo secondo film e prima di iniziare a ballare, e il sottovalutato ma sempre bravo Fred Ward. Alla produzione un colosso: John Milius (Un mercoledì da leoni, Alba Rossa, Conan il barbaro).

Ottimo film, tipicamente anni 80 e una piccola curiosità per concludere, vedendolo noterete tanti piccoli dettagli che riportano in mente l’A-Team , che inizio la sua prima stagione proprio nel 1983. In rete non ho trovato alcun riferimento a qualche possibile collegamento tra le due produzioni ma sicuramente le similitudini non passano inosservate, buona visione.

 

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