Mad Max: Fury Road (2015)

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Mad Max Fury Road racconta una storia apocalittica ambientata ai confini più remoti del nostro pianeta, in un paesaggio desertico e desolato dove l’umanità è distrutta, e tutti lottano furiosamente per sopravvivere. In questo mondo ci sono due ribelli in fuga, gli unici che possono ristabilire l’ordine. C’è Max, un uomo d’azione e di poche parole, che cerca pace dopo la perdita della moglie e del figlio all’indomani dello scoppio della guerra. E Furiosa, una donna d’azione che crede di poter sopravvivere solo se completerà il suo viaggio a ritroso attraverso il deserto, verso i luoghi della sua infanzia. Mad Max crede che il modo migliore per sopravvivere sia muoversi da solo, ma si ritrova coinvolto con il gruppo in fuga attraverso la Terre Desolata su un blindato da combattimento, guidato dall’imperatrice Furiosa. Il gruppo è sfuggito alla tirannide di Immortan Joe, cui è stato sottratto qualcosa di insostituibile. Furibondo, l’uomo ha sguinzagliato tutti i suoi uomini sulle tracce dei ribelli e così ha inizio una guerra spietata.

Si può chiamare remake, reboot, rivisitazione o come si vuole, ma sempre quello è.

Ovvero: prendere un idea del passato e rimaneggiarla tanto o poco per riproporla agli spettatori attuali.

Ci sono diverse correnti di pensiero in merito a questo, i buonisti (e di solito in mezzo a loro ci sono produttori e registi) parlano di nuove tecnologie e la passione che li spinge a riproporre le stesse emozioni del passato agli spettatori di oggi. Gli altri, quei vecchi appassionati critici e con discreta memoria (che può essere lacunosa a secondo dell’età) nei loro polverosi antri che sputano veleno su queste azioni beceramente commerciali, ne parlano ovviamente male sempre e comunque.

Basta ricordare il devastante reboot di Star Trek , ma non solo tra i caduti abbiamo Atto di forza, Robocop, e tantissimi altri.

Oggi parliamo di Mad Max, celebre trilogia con il sempresialodato Mel Gibson che per mano dello stesso regista ha rivisto la luce con il volto di Tom Hardy in un reboot della storia. Ora vista la lunga premessa si potrà intuire io cosa ne posso pensare, ma in giro ne ho letto un gran bene, quindi ho voluto attentamente vedere il film in oggetto. Ed è un bel film, non un capolavoro ma un bel film d’azione come non se ne vedeva da tempo, trama scarna quasi assente (cosa diversa rispetto al primo Mad Max) , un road movie post apocalittico con tutti le caratteristiche tipiche del genere, diciamo che spesso mi sembrava di vedere un film di HokutoNoKen  che a sua volta aveva preso anche dal Mad Max originale.

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I veri protagonisti non sono i buoni, o le bone (ehm ehm) ma i cattivi che sono cosi estremi e stereotipati che reggono in piedi il film e sono la parte migliore del film.

Non è un operazione nostalgia, non è un capolavoro ma è un buon film d’azione come non se ne vedeva da tempo ed è perfetto come film estivo, ma non chiamatelo Mad Max. Piccola nota: tra i coprotagonisti abbiamo la ex miss Vodafone Megan Gale che è invecchiata discretamente bene.

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