Unfriended (2014)

1

Durante una video chat notturna, sei amici del liceo ricevono un messaggio di Skype da una compagna di classe che si è uccisa esattamente un anno prima. Inizialmente pensano che si tratti di uno scherzo, ma poi si rendono conto che hanno a che fare con qualcosa che non fa parte di questo mondo, qualcosa che li vuole morti.

Il gioco al massacro grazie a un mezzo di comunicazione è storia vecchia al cinema, in particolare nel genere horror, senza andar a smuovere polverosi ricordi basta pensare a “The Ring” , ma comunque da allora ha sempre avuto un suo seguito. Anche perché le generazioni cambiavano e i mezzi di comunicazione con loro, questo genere unito al finto documentario che ormai è un sottogenere cinematografico ben sfruttato nell’horror (ben sfruttato.. ma non ben fatto) crea degli ibridi dedicati al risparmio ma che riescono a fare soldi soprattutto con una certa fascia generazionale di spettatori.

2

E questo Unfriended ne è proprio l’esempio, ormai in un mondo sempre meno sociale si è sempre più social, sfruttando un mezzo figlio delle vecchie chat testuali dei primi anni del 2000, ma decisamente più potente. Quindi l’idea di condivisione non è solo dettata da quello che si scrive ma anche da quello che si vede o si sente, ampliando cosi l’invasione della propria privacy o veicolando il tipo di immagine pubblica che si vuole far conoscere (o vendere…) al resto del mondo.

Da tutto questo è nato il cyberbullismo e proprio da questo il film prende spunto per narrare una classica storia di fantasmi vendicativi tramite web. Sorvolando sulla freschezza dell’idea (che non è) questo film ha un valore dal punto di vista storico, infatti tra dieci anni potremo rivedere applicazioni come Facebook, Youtube, Chatroulette e altre che magari non esisteranno più o saranno del tutto mutate.

Riassumendo, un film non innovativo come idea di base, ma prodotto e realizzato in modo innovativo che sicuramente avrà un enorme feeling sui giovani, scarno e quasi amatoriale ma di sicuro effetto,  da vedere come primo esempio (vero e proprio) di social horror.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...