Monsters: Dark Continent (2014)

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Sono passati sette anni dopo gli eventi di Monsters, e le ‘zone infette’ si sono diffuse in tutto il mondo. Gli esseri umani sono stati buttati giù dalla cima della catena alimentare, con comunità disparate che lottano per la sopravvivenza. I soldati americani sono stati inviati all’estero per proteggere gli interessi degli Stati Uniti dai mostri, ma la guerra è lontana dall’essere vinta.Noah, un soldato tormentato da diversi viaggi alle spalle, viene inviato in missione: un soldato americano ha disertato nelle profondità della zona infetta, e Noah lo deve raggiungere e portare fuori. Ma quando l’unità di Noah e il trasporto vengono distrutti, si ritrova con solo un giovane e inesperto cadetto per compagnia – il fratello dell’uomo che Noah è stato incaricato di uccidere. I due soldati devono andare avanti in un viaggio che altererà la loro vita nel cuore oscuro del territorio dei mostri, accompagnati da una giovane donna locale con il compito di guidarli. Con il tempo i tre raggiungere il loro obiettivo, saranno costretti a confrontarsi con la paura che i veri mostri del pianeta potrebbero non essere gli alieni, dopo tutto.

Un film di Tom Green.

Con Joe Dempsie, Sofia Boutella, Johnny Harris, Sam Keeley, Kyle SollerNicholas Pinnock, Uriel Emil, Parker Sawyers, Jesse Nagy, DeSean Whipple, Jeff Hill, Lulu Dahl,Michaela Coel, Charles K. Redlinger, , Rajinikanth

Quattro anni fa avevo recensito Monsters , una recensione per chi ha la pazienza di andarsela a leggere, non propriamente positiva me nemmeno distruttiva. Riconoscevo nell’idea di base delle cose buone, non proprio da fantascienza, ma da fantascienza etica o morale se volete. Questo seguito ha ripreso lo stesso principio, cioè cambiando totalmente ambientazione e portandoci in una zona di guerra mediorientale che ormai conosciamo bene, per gli innumerevoli film che ci raccontano questa storia (e chissà quanti altri, visto che la guerra del Vietnam era fonte di ispirazione fino a 10 anni fa). In questo caso oltre ai problemi familiari e quotidiani dei soldati che si trovano in una zona di guerra, dove non è solo una guerra tra eserciti ma una guerra di civiltà si aggiungono queste entità aliene che vivono e proliferano senza realmente comunicare il senso del loro agire. In ogni caso proprio la mancanza di comunicazione e di comprensione porta a bombardarli per fermarli (e qui la similitudine è facile…) ma il film si spinge più avanti facendo vedere gli effetti dei bombardamenti mirati e della redenzione o del confine se volete che separa un soldato da un assassino e dalla pazzia.

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Perché la solitudine di un soldato sia in guerra che a casa è qualcosa di incolmabile e poco conta quanto si è stati eroi o codardi alla fine si dovrà sempre fare i conti con se stessi. Un film visivo , dialoghi ridotti ed essenziali , grandi spazi e belle immagini, insomma si rimane spesso persi nei paesaggi piuttosto che nella storia in se. Però rispetto al primo film in un certo modo si è fatto un passo in avanti, non in ambito fantascientifico, giacché siamo sempre li è solo un mezzo non il fine, ma piuttosto nella capacità narrativa.

Consiglio la visione, tenendo conto che dovrete cercarvelo in inglese, dato che finora non ha avuto distribuzione in Italia.

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