Avengers: Age of Ultron (2015)

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In Avengers: Age of Ultron, quando Tony Stark cerca di avviare un programma di pace, le cose degenerano e i più grandi eroi della Terra, tra cui Iron Man, Captain America, Thor, l’Incredibile Hulk, Vedova Nera e Occhio di Falco, saranno messi alla prova, mentre il destino del pianeta è a rischio. Il villain Ultron emerge, e spetterà agli Avengers impedirgli di attuare i suoi terribili piani, e presto scomode alleanze e situazioni inaspettate apriranno la strada a un’avventura originale, su scala globale. La squadra deve riunirsi per sconfiggere Ultron, un terrificante megacattivo deciso ad annientare il genere umano. Sulla strada, gli eroi affronteranno due misteriosi nuovi arrivati, Wanda Maximoff, interpretata da Elizabeth Olsen, e Pietro Maximoff, interpretato da Aaron Taylor-Johnson, incontrando anche un vecchio amico in vesti nuove, quando Paul Bettany diventerà Visione.

Parlare di Avengers: Age of Ultron è una buona scusa per parlare di CGI. Cioè parlare della serie Avengers o della produzione Marvel è qualcosa di poco interessante per me, non perché i film siano brutti o voglia fare lo snob visto il genere, tutt’ altro, questa serie di film l’ho sempre trovata molto divertente non sono capolavori d’autore ma raccontano storie ben confezionate e ben costruite. Insomma sono fatti per una certa fascia di spettatori e hanno il meritato successo. Se però dovessi dire che film di ispirazione ai fumetti preferisco sicuramente citerei il Batman di Burton, l’ottimo Dick Tracy di Beatty e tutto sommato anche Watchmen.

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Poi, tra le tante cose, c’è un attore che ormai è riuscito a risalire la china dove era finito ovvero Robert Downey jr. che mi è decisamente simpatico.

Ma in realtà colgo l’occasione per parlare dei famigerati effetti CGI (famigerati per me, dato che amavo la vecchia scuola di effetti visivi, per intenderci alla Rob Bottin e simili)  che ormai sono presenti in quasi tutte le produzioni cinematografiche e spesso fanno oltre il 50% del film. La produzione cinematografica americana (e non solo) si basa su questa tecnologia producendo film che sarebbero stati impossibili da fare 20 anni fa, questo ha dato il via a nuove idee o adattamenti (in realtà) e ovviamente, più estrosi dal punto di vista visivo, purtroppo non sempre accompagnati da una trama adeguata.

Ecco forse il punto focale è proprio quello, la facilità con cui oggi si può creare una scena ha permesso di sottovalutare la sceneggiatura, cosa che abbiamo tristemente visto innumerevoli volte, se uno si vuole fare veramente male basta che si guardi la serie di film dedicate ai Trasformers o gli innumerevoli adattamenti di Spiderman.

Lascio aperte queste considerazioni in funzione della prossima manifestazione di forza visiva che sicuramente avremo modo di valutare, per concludere direi storie semplici per animi semplici ma che ci sia una storia.

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