The congress (2013)

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Un film che mescola live action, animazione e fantascienza e che attraverso l’apparente mito dell’eterna giovinezza racconta un mondo che si sta trasformando in uno psichedelico incubo orwelliano. Robin Wright – nel ruolo di sé stessa – riceve da un grande Studio hollywoodiano un’offerta sconvolgente a cui non può sottrarsi: vendere la propria identità cinematografica. L’immagine di Robin sta per essere digitalizzata e attraverso la scansione del corpo e delle emozioni, verrà creato un campione che renderà eterna l’attrice. Vent’anni dopo, Robin viene catapultata in un mondo animato; tutti i divi che come lei sono fatti scansionare, si riuniscono al Congresso di Futurologia dove viene presentata la formula chimica che dà la possibilità di assumere molteplici identità. Tra colpi di scena, scontri e catastrofi, vi sarà spazio anche per una storia d’amore.

  • REGIA: Ari Folman
  • ATTORI: Robin Wright, Harvey Keitel, Paul Giamatti, Jon Hamm, Kodi Smit-McPhee,Danny Huston

Quando si cerca di fare del cinema sperimentale si rischia tantissimo non solo i soldi ma anche la reputazione, anche se oggi i soldi sono sinonimi di reputazione,tornando al film fondamentalmente quando lo sceneggiatore o regista su un percorso di questo tipo si rischia di trovarsi o con un capolavoro che resisterà negli anni oppure qualcosa che lo spettatore cercherà di dimenticare a tutti i costi.

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L’idea di base è interessante, una major cinematografica crea un nuovo tipo di contratto per cui l’attore donerà la sua immagine digitalizzata per l’eternità, questo renderà immortale l’attore e permetterà una assoluta libertà espressiva alla major.

I riferimenti sono tanti, tant’è che la protagonista Robin Wright si presenta con il suo reale nome e cognome e il film fino a un certo punto regge, poi inizia la fase sperimentale, una specie di viaggio allucinante stile lsd anni 70, dove in modo confuso si dipana la trama e il rapporto madre-figlio. E sempre sulla carta potrebbe andar bene, anzi riporta ad una animazione adulta di altri tempi, però la trama non regge anzi si perde dietro a virtuosismi che la rendono pesante e molto molto noiosa.

Un fallimento su tutta la linea, e se c’è una cosa spiacevole sono le belle idee sfruttate male, sopratutto in un settore cosi poco battuto in tempi recenti.

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