John Wick (2014)

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Dopo l’improvvisa morte della moglie, John Wick (Keanu Reeves) riceve dalla donna un ultimo regalo: un cucciolo di beagle accompagnato da un biglietto che lo esorta a non dimenticare mai come si fa ad amare. Ma il profondo cordoglio di John viene interrotto quando la sua Boss Mustang del 1969 attira l’attenzione del sadico malvivente Iosef Tarasof. Quando John si rifiuta di vendere la macchina, Iosef e i suoi tirapiedi irrompono in casa sua, rubano l’auto, picchiano John fino a fargli perdere i sensi e uccidono il cucciolo. La banda non sa però di aver risvegliato uno dei più crudeli assassini che la malavita abbia mai conosciuto! La ricerca della macchina rubata, riporta John in una New York che i turisti non conoscono, una città abitata da una ricca e feroce comunità criminale che si muove nell’ombra, della quale John Wick è stato a lungo il killer più spietato diventandone la leggenda. Dopo aver appreso che il suo aggressore è l’unico figlio del boss Viggo Tasarov, un tempo suo principale datore di lavoro, John sposta la sua attenzione sulla vendetta. Non appena si sparge la voce che il leggendario killer è alle calcagna del figlio, Viggo offre una generosa ricompensa a chiunque riesca a fermarlo. Con un vero e proprio esercito di mercenari pronti a tutto sulle sue tracce, John dovrà tornare ad essere la spietata macchina di morte che il mondo della criminalità una volta temeva.

  • REGIA: David Leitch, Chad Stahelski
  • ATTORI: Keanu Reeves, Willem Dafoe,Adrianne Palicki, Alfie Allen, Bridget Moynahan, Jason Isaacs, Dean Winters,Lance Reddick, David Patrick Kelly, Kevin Nash
Il sempre più imbalsamato Keanu Reeves si ripresenta a noi per una storia che poteva andar bene per Van Damme, Stallone, Schwarzy o altri attori di questo genere, la classica vendetta dell’uomo che avendo perso tutto non ha più nulla da perdere. Si fa leva sui buoni sentimenti iniziali e sul crimine universalmente riconosciuto ovvero la violenza sugli animali (salvo poi mangiarli ma questa è un’altra storia….) per poter scatenare un counterstrike di corpi che ricorda il buon vecchio “Commando” di Arnold ma senza la stessa simpatia. 
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Non vorrei però che mi si fraintendesse, e quindi paragonare Reeves o questo film ad altri film o ad altri attori. Perché sarebbe un grave errore, dato che Reeves non si può dire che brilli per bravura o comunicazione espressiva, infatti a lui si potrebbe applicare la famosa frase usata per Eastwood (che di cervello però ne ha da vendere) : “ha due espressioni, con cappello e senza cappello” .
Peccato che Reeves non porti il cappello… il problema è il film è davvero costruito su nulla, anzi moralmente è talmente basso che potrebbe far parte dell’attuale governo italiano. Il voler scatenare a tutti i costi la simpatia del pubblico per il protagonista facendogli fuori (spoiler) l’ultimo regalo della moglie è davvero una trovata meschina.

Filmetto per giovani senza tante pretese e senza tanta testa, robetta che piace ai palati poco esigenti e con gli ormoni allegri.
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