La corrispondenza (2016)

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Una giovane studentessa universitaria impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema. La sua specialità sono le scene d’azione, le acrobazie cariche di suspence, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio. Le piace riaprire gli occhi dopo ogni morte. La rende invincibile, o forse l’aiuta a esorcizzare un antico senso di colpa. Ma un giorno il professore di astrofisica di cui è profondamente innamorata sembra svanire nel nulla. E’ fuggito? Per quale ragione? E perché lui continua a inviarle messaggi in ogni istante della giornata? Con queste domande, che conducono la ragazza lungo la strada di un’indagine molto personale, inizia la storia del film.

  • REGIA: Giuseppe Tornatore
  • ATTORI: Olga Kurylenko, Jeremy Irons

Ho visto recentemente “La migliore offerta” e come tutti ne sono rimasto colpito, in concomitanza di questo evento avevo letto del nuovo film di Tornatore (regista che apprezzo) e dopo un interessante intervista in tv, sono andato a vedere speranzoso questo film. Purtroppo le speranze sono andate in parte deluse perché fino all’ultimo ho sperato che la storia avesse una qualche svolta invece di un prevedibile finale, potrebbe esserci qualche spoiler.

Ma iniziamo parlando di quello che mi è piaciuto: ho apprezzato l’idea di rappresentare la perdita, la distanza e il virtuale con la scelta cromatica delle immagini della predominanza dei colori freddi, salvo alcuni momenti che spezzano questo distacco come per esempio la foglia alla finestra o gli occhi del cane. Entrambi i momenti rappresentano la barriera di comunicazione tra due mondi divisi e inconciliabili. Ho apprezzato (come sempre) la bravura di Morricone nel seguire la trama e quindi adattare la musica a questo sottotono quasi una storia bisbigliata e quindi una colonna sonora mai invasiva ma sempre permeante alla scena. E infine ho apprezzato in parte Jeremy Irons perché quasi sempre è riuscito a trasmettere l’amore maturo e appassionato e la disperazione (rubata) che accompagna la perdita del tutto.

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Cosa non mi è piaciuto: la sceneggiatura troppo poco approfondita, posso capire che l’idea di base era un impossibile inseguirsi ma non basta questo a tirar su un film, a circa metà del primo tempo mi sono reso conto che era pressoché identico a “P.s. I love you” , e questa cosa è intollerabile anche se poi Tornatore cerca altro da questa struttura non è pensabile ripetere cosi palesemente una storia già raccontata e in tempi recenti (2007). Altro problema già accennato è la mancanza di un vero approfondimento dei personaggi, c’è giusto un abbozzo per il personaggio della Kurylenko e ancora meno per quello di Irons, non so se volutamente o meno (forse per creare ancora di più quell’idea di virtuale), ma questo non fa bene al film. La Kurylenko non mi ha convinto pienamente nel suo ruolo, anche nei momenti più intensi sembrava distaccata non pienamente immersa in questa situazione assurda, e poi troppe trovate stile “deus ex machina” per risolvere la trama. Infine una piccola nota che non sopporto al cinema, anche se ormai ne fa parte, la brandizzazione dei film, in questo caso: Mercedes, Apple, Samsung e HP, insomma un po di tregua almeno al cinema.

Consiglio la visione, perché comunque siamo di fronte a un cinema di qualità, tecnicamente ineccepibile ma con una storia fragile e cosa per me più grave, già vista e sapete cosa ne penso dei remake… andatelo a vedere, commentate e fatemi sapere forse col tempo sarà possibile rivalutarlo.

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