Terramatta – Il Novecento italiano di Vincenzo Rabito analfabeta siciliano (2012)

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Documentario diretto da Costanza Quatriglio, tratto dal libro di memorie Terra matta di Vincenzo Rabito. Nastro d’argento al miglior documentario nel 2013.

  • REGIA: Costanza Quatriglio
  • ATTORI: Roberto Nobile

La storia è scritta dai vincitori e come sempre è di parte, forse per questo a volte tende a essere noiosa quando in realtà non lo è mai. Perché la storia è viva ed è l’unica cosa che ci permettere di capire realmente il presente, in tutte le sue sfaccettature. Quindi quando ci si ritrova di fronte a una fonte non ufficiale, la possibilità di avere tra le mani un tesoro è elevata.

Infatti se la storia è di solito scritta da persone esperte che analiticamente raccontano i fatti e ovviamente cercano per quanto possibile di essere obiettivi , la storia raccontata dal basso da chi l’ha potuta solo subire è tutt’altra storia. Quando i figli di Vincenzo Rabito si sono ritrovati tra le mani il diario del padre, con una descrizione cosi dettagliata e accurata di un periodo fondamentale per la storia italiana e mondiale hanno fortunatamente per noi, provveduto a renderlo pubblico salvandolo dall’oblio e dalla distruzione.

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Cosi a distanza di anni dalla morte di Rabito, il suo diario prima diventa un opera per studiosi, ma la sua fama lo porta alla pubblicazione e infine a un interessante e quanto mai ben fatto documentario. Un documentario che riprende tutta la forza del diario ma anche le vicende di una famiglia in balia della storia. E una storia che ogni siciliano conosce bene, perché se Vincenzo Rabito fosse nato oggi, magari riusciva a diplomarsi o a laurearsi ma avrebbe incontrato gli stessi problemi lavorativi e personali e come allora avrebbe dovuto trovare qualcuno che gli permettesse di sopravvivere, e tutto questo per la sua famiglia e i suoi figli.

La storia che esce da quelle pagine e poi dal documentario è una storia profondamente umana e assolutamente siciliana , una storia reale che ci riporta al Verga a Tomasi di Lampedusa e Pirandello. Tutto questo poi diventerà la narrativa elevata siciliana rappresentata tra l’altro da Sciascia e Camilleri.

Quando si parla di opera imperdibile spesso se ne parla a sproposito o come annuncio sensazionalistico in questo caso invece è davvero cosi, sicuramente colpirà al cuore chiunque sia nato in Sicilia ma resterà impresso nella memoria di tutti e risuonerà immancabilmente nella propria coscienza pensando ai tempi profondamente bui che stiamo vivendo.

Non lo faccio mai, ma questa volta farò un eccezione, qui trovate il libro e qui l’ottimo documentario di Costanza Quatriglio, buona lettura e buona visione.

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