L’Era Glaciale: in rotta di collisione (Ice Age: Collision Course – 2016)

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Sempre all’inseguimento della mitica ghianda, Scrat verrà catapultato nello spazio dove, accidentalmente, darà origine ad una serie di eventi cosmici che trasformeranno e minacceranno il mondo dell’Era Glaciale. Per salvarsi Sid, Manny, Diego e il resto del gruppo dovranno abbandonare la loro casa e intraprendere un’avventura ricca di comicità, viaggiando attraverso nuove terre esotiche e incontrando nuovi e coloratissimi personaggi.

  • REGIA: Mike Thurmeier, Galen T. Chu
  • ATTORI: Claudio Bisio, Pino Insegno, Lee Ryan, Massimo Giuliani, Filippo Timi, Isabelle Adriani, Roberta Lanfranchi, Hong-hu Ada ,Ray Romano, John Leguizamo, Denis Leary,Queen Latifah, Chris Wedge, Keke Palmer,Seann William Scott, Josh Peck, Jennifer Lopez, Simon Pegg, Jesse Tyler Ferguson,Adam DeVine

Qinto capito delle avventure di questo bizzarro branco, dove ormai Manny è un padre che si preoccupa della figlia e del genero, Diego valuta se mettere su famiglia e Sid è rimasto sempre uguale.

Quello che però rimane costante in questo capitolo,ma anche nel precedente è quel senso di stanchezza che ormai accompagna la produzione. Si intuisce che è solo una questione di soldi la trama è quanto meno scollacciata e non riesce a essere uniforme, con un susseguirsi di scene senza una uniformità e senso compiuto.

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Non si ride, non ci sono battute pungenti sembra che tutto sia stato fatto per confezionare 90 minuti di intrattenimento tecnologico (3D) per bambini e adulti svogliati, giusto qualche scena tirata per strappare il sorriso in mezzo alla noia. Si spegne il cervello dietro a una produzione standardizzata che cerca di cavar le ultime gocce di sangue da un marchio prima dell’oblio.

Altra nota negativa è il doppiaggio, se Diego e Sid continuano a essere piacevoli (seppur con poche battute) Manny non si può sentire , è davvero una voce poco azzeccata. In definitiva considerato il grandioso primo capitolo e il carino secondo capitolo, arrivati al quinto si rimane con l’amaro in bocca.

Nemmeno Shrek  era precipitato cosi in basso come qualità, per trovare qualcosa di simile bisogna cercare l’infinita serie della “Alla ricerca della Valle Incantata”.

Da dimenticare.

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