La verità sta in cielo (2016)

1

Il 22 giugno 1983 una ragazza di 15 anni, Emanuela Orlandi, sparisce dal centro di Roma e non farà più ritorno. E’ figlia di un commesso pontificio e ben presto si capisce che la sparizione coinvolge diversi poteri forti, dal Vaticano alla Banda della Magliana fino a Mafia Capitale. La sua scomparsa è l’occasione per raccontare la piramide omertosa che da quel momento metterà in ginocchio la capitale. Una vicenda con scabrose ramificazioni ancora attuali in un tessuto tipicamente italiano che coinvolge politica, criminalità organizzata e una parte della Chiesa. E’ da 30 anni che questa storia attende di essere raccontata.

  • REGIA: Roberto Faenza
  • ATTORI: Riccardo Scamarcio, Maya Sansa,Greta Scarano, Valentina Lodovini, Shel Shapiro, Luciano Roffi, Tommaso Lazotti,Alessandro Bertolucci, Giacomo Gonnella,Alberto Cracco

Un paio di domeniche fa stavo vedendo “Domenica In” , (so bene che questa è un affermazione forte ma da quando Baudo è stato piazzato alla conduzione, ho riscoperto l’interesse nel guardare la televisione per passatempo, insomma non è che uno guarda Domenica In con la stessa attenzione con cui guardi SuperQuark, però tra una cosa e l’altra ci butti un occhio) e devo dire che è stato interessante seguire l’intervista Roberto Faenza e a una parte del cast di questo film (in questo senso la Rai quando vuole parlare di cinema ne ha una grossa capacità, purtroppo troppo spesso, diventa una televisione anestetica in mano al partito di turno).

20091119 - ROMA - CLJ - EMANUELA ORLANDI: IDENTIFICATO TELEFONISTA MARIO. Un cartello con l'immagine di Emanuela Orlandi, in una foto d'archivio. E' stato identificato dalla Procura di Roma ''Mario'', il telefonista che chiamo' a casa di Emanuela Orlandi il 28 giugno del 1983 pochi giorni dopo che la ragazza era sparita a Roma. A riconoscere ed identificare il telefonista e' stata Sabrina Minardi, ex compagna di Enrico De Pedis, il ''Renatino'' della Banda della Magliana. Minardi e' stata ascoltata ieri in Procura a Roma dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Simona Maisto. La donna, che nel giugno scorso mise a verbale alcune dichiarazioni indicando anche il presunto luogo dove il cadavere di Emanuela Orlandi era stato gettato (in una betoniera di un cantiere sul litorale romano), ha riconosciuto ''Mario'' dal nastro registrato della telefonata giunta a casa Orlandi sei giorni dopo la scomparsa di  Emanuela ovvero il 22 giugno 1983.    ANSA/MASSIMO CAPODANNO/DRN

Il film racconta una possibile (anzi molto probabile) verità su quello che accadde dal rapimento di Emanuela Orlandi e i vari soggetti coinvolti. Ora non ha senso riparlare qui , di tutta la vicenda e dei vari protagonisti, troverete centinaia di siti che ne parlano nelle più svariate maniere e con le più svariate congetture, qui ha più senso parlare del film. Il film riesce a trasporre in maniera interessante ma senza moralismi tutta l’indagine che è stata fatta per riuscire ad arrivare alla verità.

Una verità che coinvolge il governo di Roma e Città del Vaticano, lo IOR , Calvi, la criminalità romana e mafia capitale (i protagonisti di allora tutt’ora allietano la quotidianità di Roma…) e anche la famiglia Orlandi che vive da 30 anni un dolore insanabile.

Nel film, come nell’intervista a Domenica In compare anche il fratello della Orlandi e tutto quel dolore esprime quanto sia attuale questa storia e come sia assurdo e ingiusto il nostro paese, un paese che si vanta di far parte dell’occidente “evoluto” ma dove la gente sparisce, gli aerei vengono abbattuti e la criminalità si è indissolubilmente legata alla vita economica del paese, senza che qualcuno ne parli in modo diretto e ancor meno ci siano azioni forti per riportare la sicurezza ai cittadini e dimostrare la forza dello Stato.

Ma tornando al film, la sua vera capacità è quella di emozionare e interessare lo spettatore senza confonderlo o annoiarlo, le informazioni vengono date in modo sintetico e senza giudizi lasciando allo spettatore la possibilità di farsi un idea. Gli attori riescono a comunicare senza sopraffare, Scamarcio è naturalmente portato al ruolo del bello e antipatico, la Sansa e la Lodovini riescono a essere credibili come giornaliste e una bravissima Greta Scarano trasformista e virtuosa, nel cast il simpatico Shel Shapiro e una piccola apparizione sul finire del fratello (vero) di Emanuela Orlandi, Pietro.

Cosi come il regista, anche io mi chiedo se questo film arriverà sul circuito televisivo o dell’home video,spesso i titoli scomodi tendono a essere “dimenticati”.

Quindi il consiglio è: correte al cinema o potreste non avere possibilità di vederlo.

Metto un link con l’interessante intervista rilasciata su La7, purtroppo quella in Rai di cui parlo io, è introvabile.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...